DIFFICOLTA’: EE
Direttore di escursione:
Pio GAETA (335 6339741)
insieme al Gruppo Escursionisti Naturalisti GEN
Appuntamento con auto proprie alle ore 6,30 nei pressi dell’ospedale S. Leonardo di C.mare di Stabia oppure all’uscita di Battipaglia sulla Autostrada SA-RC, alle ore 7.10.
DURATA ESCURSIONE: 7,5 ore circa. Dislivello: 850 m.
EQUIPAGGIAMENTO NECESSARIO:
Si raccomanda un abbigliamento escursionistico a strati, scarponi da montagna, giacca a vento e mantellina antipioggia, guanti, cappello, pila elettrica, pranzo a sacco ed acqua .
AVVERTENZA: Il direttore di escursione si riserva di modificare in parte litinerario in caso di condizioni meteo avverse o di condizioni del sentiero e capacità dei partecipanti tali da impedire la conclusione dellescursione nei tempi prefissati.
INFORMAZIONI SULLITINERARIO
Percorso: S.Menale (Rofrano) 500m. – antico sentiero dei carbonai – Passo di Cannalonga – Passo della Beta 1332m. – S.Menale.
Segnaletica: in parte a cura della Comunità Montana “Lambro e Mingardo”
Motivi di interesse: storico, religioso, naturalistico, panoramico, paesaggistico
Approv. idrico: a S.Menale
Descrizione: Il M.Gelbison con i suoi 1705m. è dopo il Cervati (1899m.) la seconda vetta del Parco naz. del Cilento e Vallo di Diano da cui si differenzia per la sua struttura geologica. E’ costituito infatti in prevalenza da una roccia sedimentaria di colore scuro, formata da stratificazioni di varia natura ( sabbie, argille e calcari) definita “flysch” che si contrappone al grigio chiaro della roccia calcarea che invece caratterizza il Cervati come pure il Bulgheria e la catena dei M.Alburni, altri massicci montuosi che rientrano nel parco.
E’ conosciuto anche come M. Sacro per via del santuario che sorge sulla sua vetta dedicato alla Madonna di Novi Velia che rappresenta uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati della regione Campania. I pellegrini giungono quì da ben tre regioni diverse ( Campania, Basilicata e Calabria) in particolare da quei territori che anticamente entravano a far parte della Lucania.
Diversi sentieri salgono al Sacro Monte dai vari paesi che sorgono alle sue pendici: da Novi Velia, Rofrano, Cannalonga, Futani etc… Attraversano i vari valloni scavati dai tanti fiumi e ruscelli che hanno origine dal Gelbison: Il fiume Torna, il Palistro, il Sagrato etc… Per giungere alla tanto agognata vetta da cui il panorama spazia a 360° fino al mare e alla costa del Cilento. La collocazione di Novi Velia “la nuova Velia” alle pendici del monte fu dovuta infatti alla possibilità di avvistare i saraceni provenienti dal mare.
L’itinerario di questa domenica si svolge ad anello. E’ tra i meno conosciuti e frequentati ed è particolarmente interessante poichè oltre alle emergenze di tipo naturalistico, presenta un interesse di tipo storico legato alla sua formazione e utilizzo nei secoli: ripercorre in parte l’antico sentiero dei carbonai.
La parte a monte passa a tratti sotto alti bastioni rocciosi che scendono a picco sul sentiero mentre la parte esposta a valle è stata realizzata nei secoli scorsi su un opera muraria per permettere il passaggio ai carbonai.
Ambiente: bosco di ontani e castagni fino a 1000m., poi faggeta.



