Escursione Alpinismo Giovanile 17 maggio

Posted by on 11 maggio 2009

 


Domenica 17 Maggio 2009


Alpinismo Giovanile: Punta Campanella, sulla via di Minerva

Difficoltà: T/E

Direttori di escursione:
Gianfranco COZZOLINO tel. 333 5247440
Chiara DEL GAUDIO tel. 328 80544957
Ciro DI MARTINO tel. 333 7184174
Pio GAETA tel. 335 6339741

Appuntamento a Castellammare di Stabia in Piazza Vesuviana alle 9:10
(Vesuviana per Sorrento delle 9:27, in partenza da Napoli alle ore 8:39. Munirsi di biglietto UNICO per Massalubrense-Termini). Il rientro a C.mare è previsto orientativamente intorno alle 18:00
TEMPI DI PERCORRENZA: 3-5 ore

EQUIPAGGIAMENTO NECESSARIO:
Scarpe da montagna o da ginnastica con le suole scolpite, abbigliamento “a strati” (giubbotto antivento, maglietta, camicia, felpa k-way, maglia di ricambio), zainetto, cappello, binocolo, macchina fotografica, pranzo a sacco ed acqua.

INDICAZIONI AGGIUNTIVE: L’escursione è rivolta a studenti e ragazzi accompagnati dalle famiglie.
RISCHI E RESPONSABILITA’: Ogni bambino deve essere accompagnato da un Genitore o da un parente adulto che ha la totale responsabilità del controllo dello stesso.
I partecipanti pertanto, intervenendo alla gita sociale, accettano tali rischi e sollevano da qualsiasi responsabilità la Sottosezione CAI di Castellammare, i Direttori di gita ed i collaboratori per incidenti ed infortuni che si dovessero verificare durante l’escursione.

DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO:
L’escursione ha inizio dalla Piazza Santa Croce di Termini, frazione di Massalubrense che come denota è il nome, è l’ultimo paese della catena dei Monti Lattari prima della sua propaggine estrema: Punta Campanella.
L’itinerario si snoda lungo via Campanella, seguendo il tracciato dell’antica Via di Minerva che un tempo arrivava sino a Stabia. In alcuni tratti è ancora evidente il basolato romano.(opus lastricatum).

La strada, in alcuni tratti sconnessa si snoda inizialmente lungo una vegetazione tipicamente mediterranea con terrazzamenti prevalentemente coltivati ad ulivi.

Gradualmente la macchia mediterranea cede il posto alla “gariga”, associazione fito-climatica caratteristica e molto diffusa nell’ambiente mediterraneo, tipica delle zone aride e rocciose: euforbie, mirto, lentisco, e la Lithodora rosmarinifolia, pianta endemica della Penisola Sorrentina e Capri, dai bellissimi fiori blu.

Lungo questa strada si può ammirare la Torre di Fossa Papa, la suggestiva Cala di Mitigliano e l’isola di Capri che ci si mostra con il salto di Tiberio, l’omonima villa e i Faraglioni.

Dopo un’oretta di cammino appare alla nostra vista la torre di Punta Campanella e il moderno faro,
estrema propaggine della Penisola Sorrentina.

In questo luogo i Greci edificarono un tempio dedicato alla dea Atena, protettrice dei marinai, che secondo Strabone fu edificato dallo stesso Ulisse. Nel 1335 Roberto D’Angio fece erigere sui resti del tempio una torre di avvistamento sulla quale era posta una campana che segnalava, attraverso il suo suono, il sopraggiungere dei pirati.

Da qui deriverebbe secondo alcuni studiosi il toponimo di “ punta Campanella”, sebbene un’antica leggenda sorrentina attribuisca la nascita di quel nome alla seguente storia. Si racconta, infatti, che pirati saraceni, dopo aver razziato molti beni nella chiesa di Sant’Antonino, fra i quali vi era una pesante campana, caricarono gli stessi sulla loro nave. Giunti in prossimità del promontorio di Minerva, la loro navigazione fu bloccata da una forza misteriosa. Solo quando la pesante
campana di bronzo fu gettata in acqua il sortilegio cessò e gli empi pirati poterono proseguire il viaggio.

In prossimità della Torre, vi è uno stretto passaggio fra incombenti pareti rocciosi che conduce a quel che un tempo, costituitiva l’approdo orientale del tempio di Minerva, dove si trova anche una ampia grotta chiamata “Grotta delle Sirene”.
Sulla parete rocciosa posta in prossimità della antica scalinata che conduce al mare è scolpita una epigrafe rupestre del II secolo A.C. , scoperta nel 1985 dal prof. Mario Russo.
In essa sono menzionati i nomi dei tre magistrati di Minerva che curarono i lavori di costruzione dell’approdo e della scala di levante che conduceva al santuario.

Imboccando un sentiero nelle vicinanze, si accede alla suggestiva Baia di Ieranto con la ben conservata Torre di Montalto e con le sue tre punte ( Punta Penna , Punta Montalto e Punta Mortella) che la fanno somigliare ad un rapace. Infatti alcuni studiosi fanno risiedere l’origine etimologica del nome “ Jeranto” nella parola greca “Ierax” che significa appunto rapace, mentre altri la collegano al termine greco “Jeros” che significa “luogo sacro.

I ragazzi più grandi e maggiormente allenati, attraverso una deviazione posta nei pressi della cala di Mitigliano, potranno raggiungere la cima del Monte S.Costanzo, posta ad una altitudine di 485 metri. Sulla cima è collocata una chiesetta da cui si gode di una vista a 360 gradi : in direzione ovest si ammira Capri, mentre in direzione est si ammirano i Galli, i mitici scogli delle Sirene, Isca, Vetara, sotto di noi l’abitato di Nerano e la spiaggia del Cantone, ed in lontananza le guglie acuminate di Sant’Angelo a Tre Pizzi.

 

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