Escursione 18 Febbraio

Escursione 18 Febbraio 2018 

Monti Lattari: Sentiero Corbara (250 m.), Casa Rossa (580 m), Chianiello, Angri, Corbara.

Difficoltà E


Responsabile di escursione – Vincenzo Dea (3296115333)

PERCORSO AD ANELLO: Corbara (Parcheggio, Via Casamola) Centro, (200 m.) Via Acquapendente, Casa Rossa (580 m.), Ballatora, ( 350 m.), Chianiello ( 300 m.), Strada poderale Angri direzione Corbara. (Parcheggio)

DISLIVELLO: 380 m          DURATA: 3.30 ore        LUNGHEZZA: 8,7 Km        DIFFICOLTA’: E

AVVERTENZA: Il responsabile dell’escursione si riserva di modificare l’itinerario, o annullare l’escursione, anche senza preavviso, qualora non sussistano, a suo giudizio, le condizioni di sicurezza indispensabili al suo svolgimento come da programma. Si riserva, inoltre, di escludere i partecipanti non ritenuti idonei ad affrontare le difficoltà o che siano insufficientemente equipaggiati.

Appuntamento Punto A: con auto proprie alle ore 8:30 presso il Centro Laser, Via delle Puglie 1,  Castellammare di Stabia.

Appuntamento Punto B: Ore 9.15  –  Via Casamola – Corbara. SA. Si consiglia l’uscita Autostrada E 45, Angri Sud,

Equipaggiamento: abbigliamento da montagna a strati, scarpe da trekking, giacca impermeabile o mantellina antipioggia, copricapo, almeno 1,5 litri di acqua, colazione a sacco,  bastoncini da trekking.

Come raggiungere i luoghi: da Sorrento percorrendo la statale n°145, uscita Terme Stabiane a Castellammare di Stabia, proseguire per Viale delle Puglie N. 1 fino a trovare il Centro Laser.

Da Napoli direttamente percorrendo l’A3, uscita Angri Sud direzione -Ravello,  poi Via Casamola – Corbara.

Note descrittive: E’ la Prima delle Cinque tappe di un cammino di 50 Km circa, unite tra loro da un ideale Filo di Arianna, partendo dal Comune di Corbara (SA) fino a quello di Vico (Equense NA). Percorreremo le antiche vie di comunicazione, fatte di sentieri, di mulattiere, di vecchie stradine, tra piccoli centri pedemontani oggi diventati paesi ma che conservano ancora parte della tradizione del Territorio. Incontreremo la loro storia fatta di mestieri legati alla montagna, all’allevamento, alla viticoltura e alla trasformazione dei suoi prodotti. Una viaggio in cinque puntate, tra antiche chiese e castelli, pensato e sviluppato appena “fuori porta”, non visto dalla TV ma percorso a piedi per poter approfondire e riflettere su come eravamo e su come siamo diventati oggi. Ogni percorso sarà collegato con gli altri in modo da non interrompere “il filo” conduttore che li unisce.

Descrizione dell’itinerario: Si parte dal parcheggio comunale presso l’area cimiteriale di Corbara, si attraversa il centro abitato fino ad imboccare Via Acquapendente: La si percorre fino all’inizio del Sent. Cai 324. Finita la stradina, si prende a destra il Sent. Cai 324a e si inizia a salire di quota su percorso ben visibile con roccette. Si arriva dopo un’oretta ad una ampia curva che mostra il vasto panorama della valle dell’Agro Nocerino-Sarnese. Si sale ancora e si arriva nella zona Vena Bianca. Si supera questa zona e si arriva al rudere “Casa Rossa” Alt. 590 mt, punto più in alto del nostro percorso. Da questo punto inizia la discesa che ci porta dopo 15′ al bivio del frequentato Sent. Cai 340 che collega Angri con il M. Cerreto e l’Alta Via 300. Si prende a scendere sulla destra raggiungendo altri due incroci provenienti da Lettere che ci riguarderanno nella seconda tappa: il Sent. Cai 340a che conduce a Case Giordano di Lettere e più giù al bivio 346 per il Castello di Lettere. Ancora 15′ di discesa e ci troveremo nell’ampio spazio attrezzato del rifugio del Chianiello dell’ Associazione dei Moscardini e punto abituale di sosta e ristoro. Resta da fare l’ultima scalinata in discesa circa 10′ per arrivare sulla comoda strada asfaltata interna (salvo per un cancello) e arrivare in breve alle nostre auto.

Punti critici, vie di fuga e punti d’acqua: è possibile rifornirsi d’acqua anche prima di iniziare l’escursione ad una fontana pubblica o presso alcuni bar/pasticceria. Non ci sono vie di fuga se non la strada asfaltata dopo la discesa dal rifugio del Chianiello.

 

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