12 Agosto – Eclissi di Sole, parziale in Italia, ma bellissima al tramonto

12 Agosto – Eclissi di Sole, parziale in Italia, ma bellissima al tramonto

Tutti con la testa in su il prossimo 12 Agosto!

Così non Vi perderete una meravigliosa Eclissi di Sole, seppur parziale in Italia!

Il 12 agosto il cielo ci offrirà uno degli eventi astronomici più importanti del decennio: un’eclissi di Sole che sarà totale in Groenlandia, Islanda e nord della Spagna. Purtroppo in Italia sarà parziale, ma con percentuali di oscurità dal 45 al 90 per cento (di più al Nord…).

Ma sarà una rara e spettacolare eclisse al tramonto! In Italia inizierà attorno alle 19.30 per raggiungere il suo massimo poco prima del tramonto. Il Sole apparirà molto basso sull’orizzonte Ovest assumendo la caratteristica forma di una sottile falce luminosa creando magnifiche suggestioni.

L’eclisse del 12 agosto 2026 rappresenta un appuntamento di grande importanza per gli appassionati. L’ultima eclisse totale ben visibile dall’Europa risale al 2015 e questa del 2026 sara la prima ad interessare direttamente la Spagna dopo oltre un secolo.

Per l’Italia sarà probabilmente l’evento astronomico più spettacolare degli ultimi anni. L’unione tra un’elevata percentuale di oscuramento, il Sole al tramonto e i colori del cielo estivo promette bene! E visto che siamo vicini, come date, alle Lacrime di San Lorenzo, alle Perseidi, alle Stelle Cadenti di metà agosto chissà che non ci possa capitare un’accoppiata meravigliosa di un’eclisse, seppur parziale, con contemporanea pioggia di Stelle Cadenti!

Non dimentichiamoci che nelle zone di Eclissi totale ci sarà un cielo quasi scuro che permetterà di vedere stelle e pianeti anche di giorno e, appunto, chissà, qualche Perseide!

E la prossima in Italia? Tra non molto, il 2 Agosto 2027… Ma sarà totale solo a Lampedusa…

Altrimenti bisognerà aspettare il 2081. Non c’è bisogno di segnarvelo in agenda. Ve lo ricorderò io mandandovi un messaggio di WhatsApp. 😊

Ma cos’è un’eclissi solare? Si tratta di un fenomeno che si verifica quando la Luna, durante il novilunio (quando, cioè, è oscura) transita fra la Terra e il Sole e impedisce ai raggi solari di raggiungere la Terra. Si produce un’eclisse totale, quando l’intero disco solare viene coperto dalla Luna mentre si parla di eclissi parziale quando si nasconde solo una parte del sole.

Si raccomanda vivamente di non guardare mai ad occhio nudo il Sole, neanche nel momento in cui è visibile parzialmente, perché questo potrebbe danneggiare in modo irreversibile la retina. Pertanto, sarà necessario utilizzare occhiali o filtri specifici. Non utilizzate assolutamente i comuni occhiali da Sole o lastre radiografiche etc. anche se sovrapposti!

Vi ricordo che la retina dell’occhio non ha sensori per il dolore… Per cui vi accechereste senza neanche accorgervene per l’assenza di dolore!

Come abbiamo detto, questa volta, da noi, l’eclissi sarà parziale (a fianco vedete le zone dove sarà totale o parziale), ma le eclissi totali di Sole esistono per una fortunata coincidenza…

Il Sole è esattamente 400 volte più grande della Luna, ma è anche esattamente 400 volte più distante della Luna, per cui quest’ultima, quando ci sarà un’eclissi totale, riuscirà a coprire esattamente e totalmente il Sole. Pertanto, dal nostro punto di vista sembreranno delle stesse dimensioni.

Ma non sarà sempre così… La Luna si allontana lentamente da noi… quasi 4 centimetri all’anno…

E chè sò… Niente… Per ora… Ma tra un miliardo di anni la distanza sarà talmente grande che la Luna sembrerà più piccola e l’eclissi sarà rappresentata da un piccolo disco scuro che passera davanti al Sole senza oscurarlo del tutto… E, con questo, la fine del romanticismo…

Il termine Eclissi deriva dal greco ek (preposizione che significa “da”) e leipen (che significa “allontanarsi”, “nascondersi”, “rendersi invisibile”). Piuttosto, si dice Eclisse o Eclissi?

E’ maschile o femminile? Singolare o plurale?

Sciogliamo il dubbio dei miei venticinque lettori ricordando che la forma più ricorrente della parola al singolare è eclissi, di genere femminile; eclisse ne è la variante meno comune (dunque chi la usa non fa un errore). Al plurale, invece, l’unica forma corretta è le eclissi.

(Cfr. Accademia della Crusca)

Gli antichi hanno sempre interpretato le eclissi solari (come, d’altronde, anche quelle lunari) come un segno della collera della divinità anche per parecchio tempo dopo che le conoscenze astronomiche dei Greci e dei Latini avessero dato la corretta spiegazione del fenomeno…

 

 

 

Ed eccoci al nostro appuntamento musicale,

d’altronde la musica è l’armonia delle Stelle…

 

Cosa scegliere? Il classico ‘O Sole mio? Troppo facile…

Troviamone una meno conosciuta, ma sempre molto interessante!

Visto l’argomento della serata, un Sole smangiucchiato, ridotto, malaticcio, non potevo che scegliere…….

Sole Malato di Mimmo, Domenico Modugno! Con il testo di Riccardo Pazzaglia!

 Domenico Modugno è considerato uno dei padri della musica leggera italiana e uno tra i più prolifici artisti in generale. Ha scritto e inciso circa 230 canzoni, interpretato 38 film per il cinema e 7 per la televisione, nonché recitato in 13 spettacoli teatrali e condotto alcuni programmi televisivi. Ha inoltre vinto quattro Festival di Sanremo, il primo dei quali, nel 1958, con la canzone Nel blu dipinto di blu (di cui era anche autore, cosa che lo rende il primo cantautore in gara nella storia della manifestazione). Universalmente nota anche come “Volare” e destinata a diventare una delle canzoni italiane più conosciute, se non la più conosciuta e dalla quale gli derivò il soprannome di Mr. Volare. Modugno è anche uno dei due cantanti italiani, insieme a Renato Carosone, ad aver venduto (all’epoca) dei dischi negli Stati Uniti senza inciderli in inglese. Nei suoi ultimi anni fu anche deputato e dirigente del Partito Radicale. È tra gli artisti italiani che hanno venduto più dischi, con oltre 70 milioni di copie.

Secondo i dati riportati dalla SIAE, Nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 a oggi.

La svolta, per quanto riguarda noi Napoletani, avviene nella metà degli anni 50. In quel periodo comincia a scrivere canzoni in napoletano con testi scritti da Riccardo Pazzaglia che aveva conosciuto al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Nel 1957 partecipa al Festival di Napoli in coppia con Aurelio Fierro, con Lazzarella, scritta, appunto, insieme con Pazzaglia, che riscuote un buon successo come del resto la canzone inserita sul retro del disco, Strada ‘nfosa, sempre di Pazzaglia che gli viene ispirata da un venditore ambulante parigino in una giornata di pioggia. Alla fine dell’anno un altro successo che merita di essere ricordato: Resta cu’ mme (Che poi era il retro di Sole Malato). La storia ha inizio nel 1957 a Milano dove si trovava con Dino Verde, anche lui Napoletano, perché davano una sua rivista. Una sera Dino ricevette in camerino uno spartito musicale appena scritto da Domenico Modugno. Il grande Mimmo lo pregava di completarlo al più presto con un testo in italiano.

Il paroliere scrisse di getto dei versi autobiografici in napoletano: raccontavano di una sua tormentata relazione. Alla fine dello spettacolo raggiunse Modugno al Capriccio e insieme consegnarono musica e parole a Marino Marini, attrazione del locale. Dopo una prova sommaria Marini presentò al pubblico la nuova canzone e alla fine venne sommerso dagli applausi, tanto che dovette concedere ben dieci bis.

Era nata Resta cu’ mme, destinata a un enorme successo.

Il testo è una poetica implorazione d’amore alla fine di una storia, l’accompagnamento musicale è un’elegante melodia a tempo di beguine. Dopo un inizio sussurrato che sa di dolore sommesso, nel refrain esplode con un drammatico grido di disperazione “Resta cu’ mme!”.

Resta cu’ mme fu, a quel punto, incisa da Modugno e si piazzò ai primi posti in hit parade, diventando un classico. Venne riportata in classifica da Marcella nel 1976. L’interpretazione più intensa e intelligente resta quella di Ornella Vanoni. Ricordiamo anche la bella versione di Roberto Murolo.

La canzone viene periodicamente reinterpretata e adattata a nuovi stilemi musicali, molto probabilmente per il fatto che fu concepita come un ballabile.

Questa canzone ha avuto anche un altro problema… con la censura (figuratevi)… a causa di alcuni versi di Resta cu’ mme giudicati non adeguati: «Nu’ me ‘mporta dô passato, nu’ me ‘mporta ‘e chi t’ha avuto» che frasi sconce… che furono in cambiati nei più asettici «Nu’ me ‘mporta si ‘o passato, sulo lagreme m’ha dato»…

60 e più anni fa…E che ci vuoi fare?

E torniamo alla nostra canzone “Sole malato”, musica di Domenico Modugno e testo di Riccardo Pazzaglia… XIV Festival della Canzone Napoletana, 1966. Doveva venire l’autore, Modugno, poi, per motivi non ben precisati, fu presentata da Mario Abbate e da Peppino Gagliardi che ne fece, comunque una stupenda versione. Arrivò solo dodicesima… Vinse “Bella” di Sergio Bruni

Normale… D’altronde anche ‘O Sole mio, a suo tempo, arrivò solo seconda al concorso di Piedigrotta…

 

Sole Malato

Sóle, sóle malato

appiso ‘mpónta a n’albero ‘ngialluto

sto cielo mio chiù grigio è addiventato

‘a quanno tu te ne si’ gghiuta.

 Sóle, sóle malato

Stai llà cómme pe’ di’ tutto è fernuto

Io pènzo a te

Tu chiagni ‘mbraccio a n’ato

Ammóre mio

Che t’aggia di’…

 E sent’a nustalgia ‘e chillu sóle

Ca c’abbruciava ‘a pèlle ‘mmiéz’o mare

Quanno na rézza ce stennéva ammóre

Chiéna ‘e suspiri, tu stivi ‘mbraccio a mme.

 Sóle, sóle malato

stai llà cómme pe’ di’ tutto è fernuto

Io pènzo a te

Tu chiagni ‘mbraccio a n’ato

Ammóre mio

Che t’aggia di’…

 Ammóre mio

Che t’aggia di’…

 Ce résta na speranza, primmavera

Ce résta na cumpagna, nustalgia

Ma appena passa ‘o viérno

Vita mia

Tròva na via

E viénime a cercà…

 Sóle, sóle malato

Pe ll’aria vanno auciélle scanosciute

Io pènzo a te

E tu chiagni ‘mbraccio a n’ato

Ammóre mio

Che t’aggia di’…

Ammóre mio

Che t’aggia di’…

 

Che struggente poesia.

Questo Sole malato che più grigio è diventato da quando te ne sei andata.

Ed io sento la nostalgia di quel Sole che ci bruciava la pelle in mezzo al mare…

Sole, Sole malato, per l’aria vanno uccelli sconosciuti e io penso a te.

E tu piangi in braccio ad un altro, Amore mio, che devo dirti di più? 

 

Il Sole è stato molto presente, già in tutte le Canzoni Napoletane, ma anche in quelle specifiche di Modugno.

Ricordo solo: “Sole, Sole, Sole (E vene ‘o Sole)” del 1955 sempre con Pazzaglia ed una sua versione di ‘O Sole mio con una strofa in un improbabile inglese.

 

 

 

 

E veniamo all’ascolto:

 

Mimmo Modugno:

https://youtu.be/5k4RW8Lh2oY

Peppino Gagliardi:

https://youtu.be/Oxs4wyOsIms

Mario Abbate:

 https://youtu.be/cwEOywZomC0

 Un’altra versione di Mimmo:

 https://youtu.be/_hkF1x5cRws

E si continua a cantarla anche oggi! Mike Patton’s:
https://youtu.be/GDQZI951T9A

Morgan:

https://youtu.be/x-ghSC6qtUo

Anche in inglese:

https://youtu.be/Lme2wRy5fmE

 

Buon ascolto e “guardate sempre in alto!

 

Raffaele D’Arco

(Lello per Voi Amici!)

dottore@raffaeledarco.it

Castellammare di Stabia (NA) ITALY

www.raffaeledarco.it

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