Alpinismo Giovanile 15 Aprile

Domenica 15 Aprile 2018

Alpinismo Giovanile

Parco Regionale dei Monti Lattari

Da Termini alla Baia di Jeranto per Monte San Costanzo (485 m)

Dislivello: 450 m – Durata: 6 ore – Difficoltà: E

 

Direttori di escursione:

Pio Gaeta – 335.6339741, Ciro Di Martino – 333.7184174

AVVERTENZE: Gli appuntamenti di alpinismo giovanile sono riservati esclusivamente ai ragazzi eventualmente accompagnati dai genitori.

I non soci (ragazzi e genitori) che intendono partecipare all’appuntamento devono comunicare i propri dati anagrafici ai Direttori di Escursione per la stipula dell’assicurazione giornaliera del costo di €6,00 entro e non oltre il venerdì precedente.

I ragazzi possono essere affidati agli Accompagnatori di Alpinismo Giovanile. In quest’ultimo caso, il genitore (ovvero il tutore legale) deve far pervenire il modulo di autorizzazione allegato al numero di fax: 36335 6339741 oppure alla riunione il venerdì precedente l’escursione.

APPUNTAMENTO: L’appuntamento è a Castellammare di Stabia al Viale Europa nei pressi della Villa Stabia  alle ore  8:00 con auto proprie (il parcheggio nella piazza di Termini è a pagamento, portare monete)

EQUIPAGGIAMENTO:  abbigliamento “a strati” (giacca antivento, maglietta, camicia, pile, , maglia di ricambio, poncho antipioggia), cappellino, zainetto, pranzo a sacco e acqua (almeno 1,5 litri a testa), crema solare. Chi vuole, potrà sfidare l’acqua ghiacciata per il primo bagno di stagione.

DESCRIZIONE ESCURSIONE: 

L’escursione ha origine nella piazza Santa Croce di Termini. Si percorre per un breve tratto via Campanella e poi si prosegue sulla sinistra seguendo via del Monte che è l’antica stradina che conduce al Monte San Costanzo. La si percorre in salita per circa mezz’ora, intersecando più volte la strada carrozzabile (sentiero CAI 348).

Si giunge su una sella sulla quale si trova la parte finale dell’Alta Via dei Monti Lattari che parte da Cava dei Tirreni. L’Alta Via fu percorsa per la prima volta in modo escursionistico dall’insigne meridionalista e socio della sezione di Napoli Giustino Fortunato nel 1877.

Con una breve deviazione sulla sinistra, attraverso antichi gradoni si arriva alla cappella di San Costanzo che si erge solitaria e visibile anche da lontanissima distanza sulla vetta dell’omonima cima posta ad una altitudine di 485 metri.

Da lì si gode di una vista bellissima : in direzione ovest di intravede Capri, mentre in direzione est si ammirano i Galli, i mitici scogli delle Sirene, Isca, Vetara, sotto di noi l’abitato di Nerano e la spiaggia del Cantone, ed in lontananza le guglie acuminate di Sant’Angelo a Tre Pizzi.

Sotto di noi in tutta la sua bellezza appare la suggestiva Baia di Ieranto con la ben conservata Torre di Montalto e con le sue tre punte ( Punta Penna , Punta Montalto e Punta Mortella) che la fanno somigliare ad un rapace.

Alcuni studiosi fanno risiedere l’origine etimologica del nome “ Jeranto” nella parola greca “Ierax” che significa appunto rapace, mentre altri la collegano al termine greco “Jeros” che significa “luogo sacro.

Da Monte S.Costanzo, un ripido sentiero (CAI 300) ci conduce a Nerano sulla via Jeranto.

Si prosegue percorrendo il sentiero CAI 339, si passa accanto alla Villa Rosa (dove soggiornò Norman Douglas) e davanti ad una edicola votiva nella roccia. In alto sulla destra si scorge l’ingresso della Grotta delle Noglie.

La vegetazione progressivamente passa da terrazzamenti coltivati ad ulivo, alla esplosione di macchia mediterranea ed infine alla gariga.

Dopo un tratto in discesa tra muretti a secco si giunge sulla cresta di Sprito da dove la vista potrà spaziare da Capri con i Faraglioni, Punta della Campanella e Baia di Jeranto, il Golfo di Salerno fino a Punta Licosa, la Costiera Amalfitana, Vetara e Li Galli.

Al bivio per la torre cinquecentesca di Mont’Alto e Penna si imbocca la discesa verso la riserva del FAI (Fondo Ambiente Italiano) sino ad arrivare alla spiaggia di Capitiello.

 

I partecipanti intervenendo alla gita sociale, accettano i rischi della pratica di attività in ambiente montano e sollevano da qualsiasi responsabilità la Sezione CAI di Castellammare, i Direttori di gita ed i collaboratori per incidenti ed infortuni che si dovessero verificare durante l’escursione.

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