Escursione 13 gennaio n.2

Domenica 13 gennaio 2019

La via Minerva, Punta Campanella

(Area Marina Protetta Punta Campanella.)

DIFFICOLTA’ T

Direttore di escursione:

ONC Graziana Santamaria Tel 335 5421455

 

TEMPI DI PERCORRENZA : circa 2 ore ( +2 le soste esperienziali) 

EQUIPAGGIAMENTO NECESSARIO: Scarponcini da montagna, abbigliamento escursionistico “a strati”, bastoncini telescopici, pranzo a sacco e acqua;

DIFFICOLTA’: T pochissima pendenza, Km 4

DISLIVELLO:  200 m.

DESCRIZIONE ITINERARIO

Seguendo un itinerario che dalla frazione di Termini (Massa Lubrense) porta al limite estremo della Penisola Sorrentina potremo percorrere l’antica via Minerva, già presente nella Tabula Peutingeriana e rivivere le atmosfere che, anticamente, hanno alimentato il mito della Sirene ed il culto di Minerva. Fin dall’ antichità l’estremo lembo della Penisola Sorrentina – anche conosciuto come Punta Campanella – è stato al centro delle attenzioni dei visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Il mito delle Sirene, la devozione riservata in epoca classica alla dea Minerva e la possibilità di ammirare scenari mozzafiato, infatti, hanno alimentato legittime curiosità e stimolato il desiderio di dedicarsi a passeggiate particolarmente rilassanti.

Il punto di partenza suggerito per l’escursione è la Piazza principale di Termini (Piazza Santa Croce) alla quale si può giungere utilizzando le corse dei Bus della Sita.

L’itinerario porterà a toccare: Termini,la torre saracena e Punta Campanella.

1) Partire da Piazza Santa Croce (nella frazione di Termini). Dopo avere apprezzato una bellissima veduta di Capri, ci si dirige verso Sud e, giunti al limite della Piazza stessa, ci si incammina lungo la stradina che procede in discesa verso destra ed è caratterizzata da indicazione per Punta Campanella.

Arriveremo attraverso una stradina ( oggi restaurata…) a quella che viene considerata come la “Finis Terrae”, proseguendo in leggera discesa.

Il percorso prosegue fino al punto più estremo della Penisola Sorrentina, conosciuto come Punta Campanella. Lì oltre ad ammirare una antica torre di avvistamento dei pirati, (e i presunti resti del santuario di Atena) potremo comprendere energeticamente il mito delle Sirene , nel suo significato più profondo di cammino verso la conoscenza e misureremo e percepiremo il perché proprio in questo punto è nato il mito!

Storicamente…Il Santuario di Atena

L’orizzonte cultuale nel quale si inserisce il culto di Athena di Punta della Campanella è un orizzonte che “integra terra e acqua, litorale e mare aperto in rapporto alle esigenze ideali della navigazione”. Il culto può “legittimamente considerarsi rivolto al patrocinio dell’accesso marittimo del Golfo sin dall’età arcaica. Athena del resto è effettivamente idonea a sovrintendere alla navigazione quanto ad abilità pratica ed intelligente, tecnica sagace della rotta e del passaggio”. Il rapporto privilegiato intrattenuto dalla dea con il fondatore mitico del suo santuario sorrentino, Odisseo, è indicativo in tal senso.

Sul famoso Santuario di Athena di Punta della Campanella, la cui fondazione mitica è attribuita a Ulisse (Strabone, V, 247), esisteva fino ad un decennio fa una scarsissima documentazione, tanto da indurre qualche studioso a localizzarlo, senza alcun fondamento probante, in punti diversi del territorio di Massa Lubrense. In anni recenti la frequentazione cultuale del promontorio è stata ampiamente documentata dalla metà del VI secolo alla prima metà del II secolo a.C. senza alcuna soluzione di continuità.

I vasi rappresentati nella stipe votiva (deposito degli ex voto) sono essenzialmente legati al rito della libagione che per la Campanella è documentato dalle fonti (Stazio, Silv., III, 2, 22). Ben rappresentati sono anche contenitori e oggetti connessi con il servizio del Santuario.

E’ ormai certa la pertinenza della stipe votiva all’Athenaion e l’ubicazione del Santuario stesso, che Strabone (I, 22 – V, 247) colloca proprio sull’estremità del promontorio e cioè nel punto in cui è più breve il tragitto per Capri.

Definitiva conferma alla localizzazione del Santuario di Athena sulla punta estrema del promontorio di Punta Campanella è venuta infine dalla eccezionale scoperta (1985) di un’epigrafe rupestre in lingua osca della prima metà del II sec. a.C. Si tratta di un’iscrizione di carattere pubblico che menziona tre Meddices Minervii (Magistrati di Minerva) che appaltarono e collaudarono i lavori dell’approdo/scala di levante che conduce al Santuario. Il restauro dell’approdo è probabilmente da mettere in rapporto con l’arrivo da Roma nel 172 a.C. (Livio XLII, 20, 1-3) di una deputazione del Senato romano che, così come avevano stabilito i Decemviri dopo la consultazione del Libri Sibillini, doveva procedere a sacrifici propiziatori in onore di Athena in conseguenza di un prodigio verificatosi sul Campidoglio.

Il vuoto di documentazione a partire dalla seconda metà del II sec. a.C. dimostrerebbe che il culto di Athena cadde nell’oblio durante gli ultimi anni della Repubblica, anche se il nome latino della dea continuò a caratterizzare il promontorio, come si legge nei documenti medievali che riguardano la Torre di avvistamento, in Boccaccio (Dec. V, 6) e nei vari portolani fino al ‘700

Ulisse, Atena, le Sirene o una diversa interpretazione “energetica”?

Proprio all’eroe Odisseo, e alle sue peregrinazioni nel Mediterraneo, durante il ritorno da Troia a Itaca, sono legati due dei miti localizzati dalle fonti antiche nell’attuale territorio del Comune di Massa Lubrense: il culto delle Sirene (Isolotti “Li Galli”, antiche Sirenuse) e la fondazione del Santuario di Athena (Athenaion di Punta della Campanella).

Le Sirene (uccelli dal volto di donna) trovarono sulle bocche di Capri la loro collocazione ideale per l’immaginario greco essendo esse legate ad una situazione liminale tra terra e acqua, a punti cruciali di passaggio, al dominio sugli elementi atmosferici e in particolare al controllo delle condizioni e degli elementi essenziali alla navigazione. Queste saghe sulle Sirene dovevano essere parte del patrimonio tradizionale dei naviganti protagonisti delle prime spedizioni occidentali.

Esse avrebbero avuto un tempio in un luogo ancora controverso della penisola (per alcuni la suggestiva Baia di Ieranto, per altri il versante napoletano della penisola). Il luogo mitico delle Sirene è rappresentato dagli isolotti “Li Galli”, Sirenuse per gli antichi. Qui le Sirene, secondo Licofrone, non essendo riuscite ad attirare Odisseo, si gettarono in mare e i loro corpi furono trasportati dalle onde una a Terina (Ligeia) una a Punta Licosa (Leukosia) e l’altra a Napoli (Parthenope).

Risalgono, secondo recenti studi, a rielaborazioni degli Eubei di Cuma sia l’importazione del mito delle Sirene in penisola, sia la mitica fondazione del Santuario di Athena da parte di Odisseo, sia la tradizione della fondazione mitica di Sorrento da parte di Liparos, figlio di Auson, che, partito dall’Italia fondò Lipari e diffuse l’agricoltura nelle isole vicine; in vecchiaia, preso dalla nostalgia e aiutato dal genero Eolo (un greco), riconquistò le terre intorno Sorrento dove fu tenuto in grande onore e la sua tomba sarebbe divenuta oggetto di culto. Ma l’interpretazione del mito delle Sirene potrebbe essere anche un’altra…

 

onti Lattari. Si passerà anche vicino ad interessanti falesie di calcare con un panorama sul golfo di Napoli.

 

CONFERENZA di Graziana Santamaria O.N.C. Cai

Alle ore 16 saremo ospitati nella nella sede dell’Area Marina Protetta Punta Campanella.e specificamente nella sala conferenze e centro di divulgazione culturale dove potremo parlare di un nuovo modo di percepire il paesaggio attraverso la “lettura energetica” e le potenzialità dei nostri territori per un innovativo quanto antico approccio bioenergetico.

Comprenderemo come il legame tra la linea di costa e il territorio non è la spiaggia ma i vettori geodinamici che hanno determinato anche i miti legati ai nostri territori.

Interverranno: il direttore dell’Area Marina Protetta Punta Campanella. Dott. Antonino Miccio

Presidente del Comitato Scientifico Regionale CAI dott.ssa Vilma Tarantino

 

Come arrivare:  Da Massa Lubrense; giunti in Piazza Vescovado, fermare l’auto in uno dei tanti parcheggi limitrofi e scendere a destra per via Palma e ancora a destra per via Roma; dopo 100 metri siete arrivati alla sede della Riserva.

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