Escursione 9 Giugno

ESCURSIONE DEL 09 GIUGNO 2019

MONTI AURUNCI
-MONTE ALTINO –

DIRETTORE DI ESCURSIONE:
PASQUALE IADICICCO 366 4637643

-difficoltà: E/EE   [scala difficoltà]
-quota partenza RIFUGIO PORNITO (m 819 slm).-SENTIERO 960—
-coordinate (41°18′48.96″N13°38′09.96″E)
-quota vetta/quota massima (m) 1.367
-dislivello salita totale (m) 700 circa
-lunghezza 10 km circa
durata escursione 6 ore escluse le soste
località partenza:RIFUGIO PORNITO

L’escursione si fara’ solo se arriveranno  adesioni al direttore di escursione mediante telefonata o messaggio sms entro il giorno 07-06-2019.
APPUNTAMENTI: I RADUNO ORE 8,30 USCITA CASELLO AUTOSTRADALE DI CAPUA lato dx
II RADUNO –ORE 9,30 CIRCA PRESSO RIFUGIO PORNITO-VIA REDENTORE DI MARANOLA (Formia)

Il monte Altino fa parte dell’Appennino,ed è alto 1.367 m s.l.m. Situato nel comune di Formia (LT), si affaccia sul golfo di Gaeta. Dalla vetta si ammira un panorama che spazia dalle isole pontine alle isole e partenopee,oltre al al versante frusinate.
Potremo ammirare inoltre la bellezza delle altre montagne piu’ importanti della catena dei i Monti Aurunci come il Monte Ruazzo,il monte Revole,il Monte Petrella,ecc.
-Roccia Lolatra sul versante meridionale è un salto di roccia compatta di ben 300 metri di altezza e 200 di lunghezza ove nidifica il falco pellegrino, ed in primavera diventa un’esplosione di coloratissime orchidee che ingentiliscono l’aspra natura del paesaggio calcareo .
L’escursione inizia su uno dei più affascinanti sentieri(sentiero CAI 960 denominato pure <strada della statua>) dei Monti Aurunci sia per gli aspetti storici e religiosi che per quelli paesaggistici ed ambientali. La “Strada della statua” è nata per trasportare la grande immagine del Redentore che dal 1900 sovrasta dall’alto della cima del monte Redentore la città di Formia e il mare.
Dal rifugio di Pornito si sale lungo il versante meridionale di Monte Altino attraversando le pietraie che si affacciano sul Golfo di Gaeta.
La bassa vegetazione è costituita essenzialmente da bassi cespugli di salvia ed elicriso.
Dal punto di vista geologico è interessante osservare la parete a strapiombo della Roccia Laolatra che sovrasta gran parte del percorso. La parete quasi verticale, composta da un calcare compatto, offre rifugio a numerosi esemplari di falchi quali il gheppio (Falcus tinniculus) e il falco pellegrino (Falcus peregrinus).
Il falco pellegrino (Falco peregrinus Tunstall, ) è un uccello rapace della famiglia dei Falconidi diffuso quasi in tutto il mondo: (Europa, Asia, Africa, Nordamerica, Sudamerica e Oceania). Nel nome scientifico la parola “peregrinus” (utilizzata per indicare la specie) fa riferimento alla colorazione scura delle penne del capo, che ricordano un cappuccio nero simile a quello che erano soliti indossare i pellegrini.
Il falco pellegrino è noto per l’elevata velocità. Si ritiene possa raggiungere in picchiata una velocità massima di 385 km/h; ciò lo rende il più veloce animale vivente
Il falco pellegrino ha una lunghezza compresa tra 34 e 58 cm, e un’apertura alare di 80–120 cm

La prima sosta sarà quella di onorare la statua della Madonna della Rupe,e,poi successivamente visitare il Santuario di San Michele Arcangelo a quota (1158m).
Il Santuario chiude una grotta naturale dove viene conservata la statua dell’Arcangelo Michele(non sempre è aperto ai visitatori).
Dopo si salirà fino alla cima del Monte Redentore per visitare anche la Cappella del Cristo Redentore.
Dopo una breve sosta alla Cappella del “Redentore” si scenderà per iniziare la salita sul Monte Altino che è situato proprio di fronte al Monte Redentore.Il percorso è alquanto accidentato completamente su rocce, in assenza di sentiero e,quindi obbliga i partecipanti alla massima attenzione durante l’escursione.
Km da percorrere 10,00-dislivello circa m. 700.00…
 Equipaggiamento: abbigliamento a strati da montagna, pantaloni lunghi, scarponi e bastoncini da trekking, giacca antipioggia, cappello, guanti, crema solare protezione 30 0 50,eventuale cambio da lasciare in auto.
 Viveri e acqua: da portare Mezzi di Trasporto: auto proprie
-eventuale rifornimento presso il rifugio Pornito
AVVERTENZA: Il direttore di escursione si riserva di modificare in parte l’itinerario, di annullarlo in caso di condizioni meteo avverse o di condizioni del sentiero poco adatte alle capacità dei partecipanti tali da impedire la conclusione dell’escursione nei tempi prefissati.
-L’escursione è riservata ai soli Soci CAI in regola con l’iscrizione anno 2019

CLASSIFICAZIONE DELLE DIFFICILTA’ ESCURSIONISTICHE
Le difficoltà dell’impegno richiesto dagli itinerari escursionistici sono rappresentate da quattro sigle secondo la scala CAI.
Questa classificazione definisce chiaramente il limite tra difficoltà escursionistiche e alpinistiche, ed è utile per distinguere lo specifico impegno richiesto da un itinerario.
T = “percorso Turistico”
Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Richiedono una sufficiente conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.
E = “percorso Escursionistico”
Itinerari che si svolgono su terreni di ogni genere, quali pascoli,  pietraie, detriti, bosco, anche ripidi e con la traccia più o meno evidente ma sempre con segnalazioni adeguate. I tratti che presentano difficoltà tecniche, quali esposizione o passaggi su roccia, sono limitati e in genere protetti o assicurati ed eventualmente facilitati dalla presenza di attrezzature che non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico.
Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua senza pericoli.
Richiedono un certo senso d’orientamento, adeguata conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.
E/EE-Si utilizza per indicare una escursione che, pur con caratteristiche di tipo E presenta alcuni tratti con difficoltà maggiori.
EE = “percorso per Escursionisti Esperti”
Itinerari generalmente segnalati ma che richiedono capacità di muoversi su terreni impegnativi. Sentieri o tracce su terreni impervi e infidi (pendii ripidi, scivolosi
di erba, misti di rocce ed erba, roccia, detriti). Terreni vari, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche. Sono compresi percorsi attrezzati e vie ferrate fra quelle di minor impegno ma per le quali è necessario l’uso dei dispositivi di autoassicurazione. Restano esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e all’apparenza senza crepacci.
Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro, assenza di vertigini e una certa attitudine all’esposizione; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica devono essere adeguati.
EEA = “percorso per Escursionisti Esperti Attrezzato”
Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (imbrago moschettoni, dissipatore, caschetto, ecc.).

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