Eclissi parziale di Luna del 16 Luglio

Tutti con la testa in su il prossimo 16 Luglio!

Così non Vi perderete una meravigliosa Eclissi di Luna! Lo spettacolo inizierà al tramonto! L’eclissi, quest’anno, sarà parziale. Infatti, la Terra, con la sua ombra, staccherà un morso di Luna dal nostro satellite lasciandolo in una semioscurità. La parte oscurata sarà, comunque, circa il 65% e interesserà la Luna a partire dalle 20:44. Da quest’ora si avrà l’inizio della penombra. L’inizio della parzialità si avrà alle 22:02 e raggiungerà il suo massimo alle 23:31. All’ 01:00 terminerà la parzialità ed alle 02:18 terminerà la penombra. L’eclissi sarà parziale per l’Italia, solo un pezzo della Luna (non tanto piccolo, il 65%, come detto) sarà in ombra, ma, essendo bassa sull’orizzonte, come ben noto, sembrerà più grande del solito per l’illusione ottica dovuta al fatto che essendo vicino all’orizzonte con la possibilità di punti di riferimento reali (palazzi, alberi, etc.) in modo spontaneo il nostro occhio ed il nostro cervello ce la farà sembrare più grande. Quando è alta in cielo questi mezzi di paragone non li ritroviamo e ci sembrerà più piccola. Un’Eclissi di Luna si verifica quando il Sole e la Luna si trovano in posizioni opposte rispetto alla Terra, quindi quando la Luna è piena e in prossimità del piano dell’orbita terrestre (eclittica). Avremo così un allineamento tra il Sole, la Terra e la Luna con il nostro satellite che incontra l’ombra generata dalla Terra. In pratica il Sole illumina la Terra che, essendo più o meno allineata, in questo momento, con la Luna, proietterà su di essa un’ombra più o meno grande, ma sempre con una Luna completamente piena, cioè tutta di fronte al Sole, rispetto alla Terra. Quest’anno l’allineamento non è perfetto per cui l’eclissi sarà solo parziale. Ovviamente, quella che per noi terrestri è un’eclissi di Luna, dal nostro satellite apparirebbe come un’eclissi di Sole….
E tutto questo avviene per una fortunata coincidenza…. Il Sole è  esattamente 400 volte più grande della Luna, ma è anche esattamente 400 volte più distante della Luna, per cui quest’ultima, quando ci sarà un’eclissi totale, riuscirà a coprire esattamente e totalmente il Sole. Pertanto, dal nostro punto di vista sembreranno delle stesse dimensioni.

Ma non sarà sempre così… La Luna si allontana lentamente da noi… 4 centimetri all’anno… E chè sò…. Niente…. Per ora…. Ma tra un miliardo di anni la distanza sarà talmente grande che la Luna sembrerà più piccola e l’Eclissi sarà rappresentata da un piccolo disco scuro che passera davanti al Sole senza oscurarlo del tutto…. E, così, fine del romaticismo…

Il termine Eclissi deriva dal greco ek (preposizione che significa “da”) e leipen (che significa “allontanarsi”, ”nascondersi”, “rendersi invisibile”), ma, piuttosto, si dice Eclisse o Eclissi? E’ maschile o femminile? Singolare o plurale?

Sciogliamo il dubbio dei miei venticinque lettori ricordando che la forma più ricorrente della parola al singolare è eclissi, di genere femminile; eclisse ne è la variante meno comune (dunque chi la usa non fa un errore). Al plurale, invece, l’unica forma corretta è le eclissi.

(Cfr. Accademia della Crusca)

Nelle civiltà antiche c’è sempre stato un rapporto religioso particolarmente rilevante tra gli esseri umani e la Luna e questo rapporto entrava ovviamente in crisi quando la Luna diventava “anomala” attraverso un fenomeno come le Eclissi, considerate “anormali” per la relativa rarità con cui si presentavano e perché non se ne conoscevano le cause.

Gli antichi hanno sempre interpretato le eclissi lunari (come, d’altronde, anche quelle solari) come un segno della collera della divinità anche per parecchio tempo dopo che le conoscenze astronomiche dei Greci e dei Latini avessero dato spiegazione del fenomeno…

La posizione ad Est e la poca elevazione della Luna sull’orizzonte, purtroppo, renderà difficile una buona visione per gli amici di Castellammare e del Napoletano. Probabilmente i nostri Monti Lattari ce ne priveranno la visione. Per cui, provate ad andare su qualche nostra cima della zona, così da non avere impedimenti visivi.

Potreste, però, partecipare all’evento pubblico che l‘U.A.N. (Unione Astrofili Napoletani), di cui mi onoro di far parte, ha organizzato presso il “Lido Gallo” di Varcaturo. L’ingresso, ovviamente, è gratuito, senza prenotazione, ma con il solo parcheggio a pagamento. La serata prevede l’osservazione dell’eclissi di Luna, ma anche dei pianeti Giove e Saturno così come di altri oggetti astronomici “estivi”. L’indirizzo è “Lido Gallo”, Via Marina di Varcaturo 3, Castel Volturno. Appuntamento dalle ore 21:00 in poi.

L’osservazione dell’eclissi di Luna si effettua ad occhio nudo senza alcun timore per gli occhi, anzi, la naturalezza di tale visione fa parte della spettacolarità del fenomeno. Comunque, un binocolo o un piccolo telescopio potranno offrire un’immagine più grande, ma chi non ne dispone non rinuncia a nulla di essenziale.

E mentre aspettiamo qualche giorno per celebrare proprio il cinquantenario dello sbarco sulla Luna, veniamo al  nostro consueto appuntamento musicale, d’altronde la musica è l’armonia delle stelle…

Cosa scegliere?

Visto l’argomento della serata, una Luna smangiucchiata, ridotta ai minimi termini, non potevo che scegliere…….

‘NU QUARTO ‘E LUNA !

Bellissima canzone scritta nel 1951 da Tito Manlio e da Nino Olivieri, fa parte insieme a “Anema e core“, “Luna Rossa“, “‘Na voce ‘na chitarra e ‘o poco ‘e Luna“, “Me so ‘mbriacato ‘e Sole“, “Accarezzame“, Tu che m”e ‘mparato a fa‘” e a tante, tante altre, della nuova ispirazione della musica napoletana in quel decennio particolarmente felice per la canzone napoletana che sono stati gli anni ’50!

In questo decennio sono state scritte le suddette canzoni e tante altre che hanno fatto il giro del mondo e sono diventate a pieno titolo degli “Evergreen“!

Ma perché sono diverse rispetto alle precedenti canzoni napoletane classiche ed a quelle che sarebbero state scritte successivamente dagli anni sessanta fino ai giorni nostri?

Provate a non pensare ai versi napoletani che certamente avrete ascoltato centinaia di volte.

Concentratevi solo sulla melodia!

Anche se non siete dei musicisti vi accorgerete subito che queste musiche di “napoletano” classico hanno ben poco!

E’ arrivata a Napoli, insieme alle “vittoriose” truppe americane e nel successivo dopoguerra, l’influenza della musica nordamericana e, ancora di più, sudamericana!

Ve ne accorgete dal ritmo…. è più che evidente…. il ritmo di beguine, che viene spesso utilizzato in questi brani, non appartiene certo alla nostra tradizione popolare, ma proviene dallo Choro e dal Samba lento di origine brasiliana.

E’ musica da ballo!

Non è più musica da ascolto, dove il cantante cesellava le note con la sua voce fina e tenorile, è musica da ballare! E’ musica da Night!

I musicisti dei primi anni ’50 subito riuscirono ad assorbire con entusiasmo questo nuovo modo di scrivere e fare musica (in particolare per quanto riguarda le armonie, molto più articolate e complesse che non nel passato) e diedero sfogo ad una “contaminazione musicale” senza precedenti! Per ritrovare qualche fenomeno che si possa paragonare a quello di cui stiamo parlando dobbiamo aspettare la metà degli anni settanta, con il grande Pino Daniele che riuscirà a “contaminare” in maniera eccezionale blues, rock, e canzone napoletana.

E Nino Oliviero fu uno di questi!

Nato a Napoli il 13 febbraio 1918 e morto a Roma il 29 febbraio 1980 è stato un grande compositore italiano e napoletano.

Diplomatosi a soli 16 anni al Conservatorio di San Pietro a Majella in violino, preferì la carriera musicale allo studio delle scienze coloniali a cui era stato avviato dalla famiglia.

Si iscrisse, invero, all’Università Orientale di Napoli, ma iniziò contemporaneamente a comporre le prime canzoni, vincendo, con “Primmavera“, il 1° premio al Concorso di Piedigrotta . Questo successo lo fece entrare nel novero dei giovani artisti di talento, il che gli permise di iniziare a frequentare i circoli culturali e musicali più importanti della città. Impareggiabile maestro d’arte e di vita fu per lui Libero Bovio, uno dei più grandi poeti della storia di Napoli (autore, fra l’altro, di “Reginella“, “‘O paese d’ ‘o sole“, “Zappatore“), che era solito aprire la sua casa ai giovani artisti di talento, cui trasmetteva, con impareggiabile arguzia, arte e cultura.

Molto attivo nel mondo del cinema negli anni ’60, ha lavorato come redattore musicale di vari giornali cinematografici d’attualità e compose le colonne sonore di diversi film.

Come autore partecipò a diverse edizioni del Festival di Sanremo, con brani quali “La vita è un paradiso di bugie” e “Il nostro refrain”.

Nel 1963, addirittura, ricevette dall’Academy Award di Los Angeles la Nomination per l’Oscar con l’indimenticabile canzone “More tratta dal film “Mondo cane”.

Ma a me piace ricordarlo come un grande autore di numerosissime canzoni napoletane!

Per esempio la nostra “‘Nu quarto ‘e Luna”, “‘O ciucciariello, con le parole di Roberto Murolo, “Giuvanne co’ ‘a chitarra, con le parole di Stefano Canzio e l’indimenticabile esecuzione di Renato Carosone e tante altre!

Nel 1951, quindi, a Capri, nella mitica “Canzone del Mare scrisse: “Nu quarto ‘e Luna insieme a Tito Manlio, al secolo Domenico Titomaglio (Napoli, 16 febbraio 1901 – Roma, 4 maggio 1972), che è stato un grande paroliere italiano, autore di canzoni sia in lingua italiana che in lingua napoletana che raggiunsero un discreto successo.

Basta ricordare “Voglio vivere così, col sole in fronte, e la celeberrima “Anema e core”!

 

Tito Manlio con Teddy Reno

 

 

Torniamo alla nostra canzone…….

Che m’ha sapute fa’ stu quarte ‘e luna

che m’ha sapute fa chi voglio bene

Che note e che parole….

Questa Luna che, contemporaneamente, può, solo con il suo debole chiarore, svelare l’amore, ma anche mostrare i dubbi sullo stesso amore……..

Nun ce vò ‘na luna chiena

pe’ capí si mme vuó ‘bene…

mm’è abbastato ‘o ppoco ‘e luna pe’ te capí!…

però….

E me martella sempe nu pensiero

“nun e’ overo ca pienze solo a me”.

Ma, nonostante tutto, per via del poco di Luna, ‘e ‘nu quarto ‘e Luna , si corre ancora dietro all’amore….

Quanta vote, anema mia,

faccio ‘a strada ca tu faje…

corro appriesso a ‘sta buscia pe’ te vedé!…

e sconsolato ripete:

Che m’ha saputo fá stu quarto ‘e Luna

E passiamo all’ascolto…. L’hanno cantata in tanti… Si fa prima a dire chi non l’abbia  fatto… :

Cominciamo con la cesellatura di Roberto Murolo:

https://www.youtube.com/watch?v=8ewDfJ53C_Q

Peppino di Capri:

https://www.youtube.com/watch?v=osFZ4B50TX0

Indimenticabile l’esecuzione di Mia Martini:

https://www.youtube.com/watch?v=5K7Y0Xdrf4Q

Claudio Villa, che di canzoni napoletane ne ha cantate parecchie:

https://www.youtube.com/watch?v=lXR0TByGrlM

Renzo Arbore in un bel Medley:

https://www.youtube.com/watch?v=hZ6CObs9TiM

Giacomo Rondinella:

https://www.youtube.com/watch?v=4nqbkq7fTKA

Sergio Bruni:

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=lfKNh9iAgCk

Renato Carosone a fine carriera:

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=17KxJbQo344

Luciano Tajoli:

https://www.youtube.com/watch?v=KGQ-7RtGKiM

A me piace proprio per il suo inconfodibile accento “sguaiato” brooklinese, Jimmy Roselli:

https://www.youtube.com/watch?v=bKIMxQS7YIU

UNA CHICCA…. Nino Oliviero, l’autore, al pianoforte con una carrellata delle sue composizioni!:

https://www.youtube.com/watch?v=Ko3te81tHSs

UN’ALTRA CHICCA…. Ancora Nino Oliviero che canta e suona al piano la nostra canzone:

https://www.youtube.com/watch?v=hBA4VC58FDg

Buon ascolto e “guardate sempre in alto!

Raffaele D’Arco

(Lello per Voi Amici!)

 

dottore@raffaeledarco.it

Castellammare di Stabia (NA) ITALY

www.raffaeledarco.it

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