Escursione 14 Luglio

Domenica 14 Luglio 2019

Intersezionale Sezione CAI Avellino, CAI Stabia e sottosezione di Nusco

Parco Regionale dei Monti Picentini

Da Piano Laceno al M. Cervialto (1809 m) per il M. Cervarulo di
Bagnoli (1548 m)

Difficoltà: E

DIRETTORE DI ESCURSIONE:
GIOVANNI ROSATO (ASE – Nusco) 333 1502209
ALFONSO DE CESARE (AE – Avellino) 338 6852647
GIUSEPPE ERCOLANO (AE – Castellammare di Stabia) 393 4273868

DISLIVELLO: 865m      DURATA: 5h soste escluse      LUNGHEZZA: 11Km      TIPOLOGIA: A

APPUNTAMENTO: Obbligatoria la prenotazione presso i direttori d’escursione. GIUSEPPE ERCOLANO per la sezione di Castellammare

DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO:  Il Monte Cervialto con i suoi 1809 m è la vetta più alta d’Irpinia, si staglia a ridosso del pianoro del Lago Laceno, circondato da altri pianori (Piano Migliato e Piani di Sazzano) e di fronte si scorge il Monte Raiamagra sede delle piste da sci del comprensorio temporaneamente chiuse.
La salita che affronteremo passa per la caserma della Tronola prima di prendere una via di cresta abbastanza scoperta da cui si ammira il pianoro del Lago Laceno da un lato e Piano Sazzano dall’altro. Raggiunta la vetta del Monte Cervarulo di Bagnoli si prosegue, ora nel bosco di faggi, verso la vetta d’Irpinia: il Cervialto.
La discesa avviene, dopo il primo tratto che ripercorre il percorso d’andata, per un sentiero diverso che conduce direttamente alle spalle del villaggio Laceno dove si ritornerà alle macchine dopo la doverosa sosta al Bar per le meritate bevande. (Escursione 2B).

PUNTI D’ACQUA: nessuna sorgente lungo il cammino

CARTOGRAFIA: IGM 1:25000

EQUIPAGGIAMENTO: Scarponi da montagna, abbigliamento escursionistico “a strati” (data la quota è possibile trovare temperature rigide anche in autunno), giacca a vento e/o mantellina antipioggia, pranzo a sacco, acqua almeno 2 litri, bastoncini telescopici, torcia.

AVVERTENZA: I direttori di escursione si riservano di modificare in parte l’itinerario in caso di condizioni meteo avverse o di condizioni del sentiero e capacità dei partecipanti tali da impedire la conclusione dell’escursione nei tempi prefissati.

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